Isola di Procida - mappa

Non si tratta solo del mare, blu trasparente
con tante striature e ciuffi di spuma;
né delle case che si intrecciano in forme
e colori tanto incredibili da sembrare finti;
tanto meno del verde, dei palazzi antichi,
delle insenature profonde.

A renderla speciale è l'atmosfera.

Ci si arriva la prima volta
e la si avverte subito;
ci si ritorna e la si ritrova, identica.
È una specie di resistenza alle mode
e ai cambiamenti che rende Procida speciale,
assorta in un incanto perenne.

Pur essendo delle tre isole
la più vicina al golfo di Napoli,
la patria di Arturo e di Graziella
è la più distaccata.
Forse la più "isola".

 

 

Visto dal traghetto, il porto di Marina Grande lascia senza fiato.
A comparire per primo è l'ex penitenziario
che domina, imponente, dalla roccia a strapiombo sul mare.
Man mano, la costa che si avvicina si mostra ovunque ricca di insenature,
baie, incavi frastagliati e vivacizza il paesaggio.
Da lontano, le case schierate a ridosso della montagna
nascondono i loro motivi di archi, balconi e logge: sono chiazze di colore,
che vanno dal rosa al porpora, dall'ocra al celeste, misteriosamente in armonia.

Una volta a terra, si è coinvolti nel fermento della Marina Grande
o Sancio Cattolico: di fronte al porto e lungo tutta la banchina,
intervallati dagli antichi edifici, si susseguono caffè,
ristoranti, pizzerie e pescherie, mentre "sotto la lingua"
(poco oltre la chiesa di Santa Maria della Pietà) sono attraccate
le barche dei diportisti. Per rilassarsi non c'è niente di meglio
che passeggiare su una delle tre scogliere.

 

 

Scoprendo l'isola

Dopo avere trovato alloggio, optando per una delle varie
possibilità di accoglienza
che l'isola offre, l'itinerario,
tutto in salita, prende avvio da Marina Grande
incamminandosi per il "canale", in via V. Emanuele,
e termina alla Terra Murata.

Da Piazza dei Martiri inizia salita Castello
con gli incantevoli scorci panoramici.
Sulla punta che chiude a oriente la Corricella,
si erge sul mare il complesso conventuale
di Santa Margherita Nuova.

Oltrepasssato il Palazzo Reale, ex Bagno Penale,
attraverso la porta di Mezz'omo del XVI secolo si accede
al borgo medievale di Terra Murata, il nucleo più antico
dell'isola. Un punto panoramico è il belvedere
di via Borgo che, alla fine della ripida salita,
si apre a mozzafiato sul golfo di Napoli.

Nell'Abbazia di San Michele è custodita la tela
di Luca Giordano, del 1699, raffigurante S. Michele.
L'abbazia cela nei sotterranei un dedalo di cunicoli
e un passaggio segreto che conduce al Palazzo Reale.

In fondo alla ripida discesa di San Rocco, la Corricella,
l'incantevole borgo dei pescatori che si presenta
come un anfiteatro sul mare di incomparabile bellezza.
Il groviglio di case aggrappate alla roccia
di tufo si dipana in scale interne,
archi di comunicazione, ingressi in comune.
Inaccessibile alle auto
e quindi al riparo dai rumori del traffico,
alla Corricella ci si gode il sole anche di inverno.
Qui, nel silenzio, il tempo e le distanze scompaiono:
che cosa ciò voglia dire lo si capisce solo immergendosi
in quest'ambiente per qualche giorno.

Da Marina Grande parte la strada principale
che, fiancheggiando la spiaggia della Chiaia,
arriva alla contrada di Sant'Antonio.
In origine collegava nuclei abitativi distinti
come S. Giacomo e S. Antonio da Padova.
Lungo via V. Emanuele, superato S. Giacomo
passando per Piazza Olmo, zona commerciale,
fino a S. Antonio si incontrano
vari palazzi del '700 e '800.

È a Piazza Olmo che arriva
la processione del Venerdì santo, uno dei riti
della Settimana Santa. Il corteo di misteri
raffiguranti la passione di Cristo e portati da uomini
di ogni età vestiti con tipici costumi,
parte al mattino presto da Terra Murata.
La "trombetta" e il "tamburo", il Cristo morto
e l'Addolorata richiamano il Dolore Antico:
é uno dei momenti più intensi di vita isolana.

La contrada della Chiaiolella si trova
sul lato occidentale dell'isola, di fronte ad Ischia.
Sulla piazza principale domina
la collina di Santa Margherita, sede di un antico
cenobio benedettino che si specchia nella baia;
di fronte, una schiera di case di pescatori.
È questa la zona in estate più affollata
dove ristoranti e sabilimenti balneari
offrono servizi ai turisti.

Dal lungomare, dietro l'antica "tonnara",
la strada si inerpica per la collina di Santa Margherita,
collegata all'isolotto di Vivara tramite un ponte.
Una volta residenza di caccia dei Borboni,
Vivara é oggi un parco naturale, dove prosperano
la flora e la fauna mediterranee, e si effettuano
scavi archeologici di grande rilievo; al centro dell'isolotto
la casa padronale e un antico frantoio.

Da non trascurare la possibilità di raggiungere
molte località, passeggiando per le numerose stradine
di campagna che evitano il traffico automobilistico.

 

 

Ultima modifica: 13-01-2006

Hypertext - Ciro Cozzolino Graphics - Maurizio Cafaro


Sito presente tra gli Iitinerari Giubilari in Campania