RIBES - Ricostruzione di un Indice di
Benessere
Economico Sostenibile per l'Italia . Perchè
gli attuali sistemi di contabilità economica non funzionano
!
| La crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) è un obiettivo primario e indiscusso per politici, amministratori, operatori economici. Stimare sviluppo e benessere tramite la crescita del PIL può aver funzionato in alcune fasi della storia economica, ma è noto da tempo che i Sistemi di Contabilità Nazionale e gli indicatori da essi derivati, come il PIL, sono inadeguati a fornire informazioni attendibili sulla sostenibilità di un'economia. Gli indicatori tradizionali hanno due limiti fondamentali: |
| 1) L'equiparazione tra benessere e PIL o reddito pro-capite regge sempre meno. Molte attività che accrescono il PIL, come gli ingorghi di traffico o la spesa per ripulire l'ambiente dagli inquinanti, diminuiscono il benessere, mentre attività che accrescono il benessere, come il volontariato sociale o i lavori domestici, non figurano affatto nei conti economici. E' vero che il benessere è una condizione su cui influiscono molte valutazioni soggettive e non misurabili, ma è anche vero che possono essere tentate stime migliori usando fattori misurabili. Un esempio è l'Indice di Sviluppo Umano usato dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) che, oltre al reddito, tiene conto dei livelli di istruzione e della speranza di vita. Molti paesi occupano, nella classifica dello Sviluppo Umano, una posizione molto diversa da quella occupata nella classifica del PIL pro-capite. |
| 2) Gli indicatori tradizionali non sono in grado di valutare la sostenibilità dell'economia, perchè non contabilizzano il deprezzamento del capitale naturale (ovvero il degrado della base produttiva ecologica). Il PIN (Prodotto Interno Netto) valuta il prodotto al netto del deprezzamento del capitale produttivo costruito dall'uomo, ma un paese può veder aumentare il suo PIN anche se sta liquidando un giacimento di risorse non rinnovabili o sfruttando risorse rinnovabili oltre la loro capacità di rigenerazione. Il reddito aumenta mentre la società si impoverisce. Questo modo di fare i conti permette di aumentare il reddito, per esempio, diminuendo i costi di gestione degli inquinanti scaricandoli nell'ambiente, oppure sfruttando le risorse ittiche fino all'esaurimento. |
RIBES: un indice di benessere economico sostenibile per l'Italia.
| Poiché il miglioramento stabile della
qualità della vita (ovvero del benessere) è l'obiettivo
implicito della politica economica, è importante
valutare se la strategia di stimolare la crescita
economica adottata finora sia ancora adeguata al suo
conseguimento. Per questo il WWF e la Fondazione ENI
Enrico Mattei hanno realizzato uno studio per confrontare
trent'anni di crescita economica in Italia con un più
realistico indicatore di benessere economico sostenibile.
In passato sono stati elaborati diversi indici di
benessere, da comparare con quelli tradizionali della
contabilità nazionale. Tra questi, WWF e FEEM hanno selezionato l'indice di Benessere Economico Sostenibile (Index of Sustainable Economic Welfare, ISEW), messo a punto da Herman Daly e John Cobb nel 1989. Il calcolo dell'ISEW parte dal reddito ma ne considera anche la distribuzione (considerando un fattore negativo per il benessere una forte sperequazione) e include fattori che accrescono il benessere, come il valore dei servizi domestici, e altri che lo diminuiscono, come le spese per difendersi dai danni ambientali. L'analisi compiuta per gli USA mostra come ISEW e PIL crescono parallelamente fino alla metà degli anni '60, ma poi divergono sensibilmente. L'ISEW non solo ristagna ma addirittura, negli anni '80, comincia a recedere. In tutti i paesi per cui è stato calcolato (Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria, Germania) l'ISEW si discosta dal PIL, raggiungendo un massimo in momenti diversi (primi anni '70 per gli USA, metà anni '70 per la Gran Bretagna, primi anni '80 per gli altri) e poi ristagna o declina. Questo sembra indicare l'esistenza di una soglia oltre la quale la crescita dell'economia non porta più ad aumenti di benessere sostenibile. La Fondazione ENI Enrico Mattei e il WWF hanno elaborato un Indice di Benessere Sostenibile per l'Italia (RIBES), comparabile all'ISEW, riferito al periodo 1960-1990. RIBES contiene 21 variabili, di cui 14 economiche e 7 ambientali. Questa prima analisi dei risultati conferma, anche per l'Italia, l'esistenza di una soglia negli anni '80 oltre la quale la crescita del benessere non accompagna più quella del PIL. In altre parole, il benessere degli italiani non è più aumentato dai primi anni Ottanta. Influisce meno sull'andamento dell'indice di benessere in Italia la distribuzione del reddito, meno concentrato che negli USA. Le componenti che pesano positivamente sull'indice di benessere - come il lavoro domestico - sono annullate dalle componenti negative, in particolare il danno ambientale e la perdita di sistemi ecologici come il terreno agricolo che a lungo termine tendono a prevalere, aumentando il divario tra PIL e RIBES. |
Alcuni studi hanno portato alla enunciazione di principi di massima da seguire traducibili in semplici regole per uno sviluppo sostenibile.
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